FABI VARESE
  • HOME
    • informativa GDPR
  • CHI SIAMO
    • ISCRIVITI
    • DOVE SIAMO/CONTATTI
    • CAAF EFFESERVIZI >
      • SERVIZI/CONSULENZE
      • MOD. 730
      • ISEE
      • RED
      • SUCCESSIONI
      • COLF e BADANTI
      • CONTRATTI DI AFFITTO
      • CONTATTACI
    • VALORI DELLA FABI
    • RAPPRESENTANTI SINDACALI
    • BANCHE
    • PENSIONATI/ESODATI
  • SERVIZI/CONVENZIONI
    • POLIZZE
    • CONSULENZE
    • CONVENZIONI PROVINCIALI
    • CONVENZIONI NAZIONALI
    • CASA VACANZE LOANO
  • NEWS
  • PUBBLICAZIONI
  • NORMATIVE
    • MATERNITA'/PATERNITA'
    • GUIDA FONDO PENSIONE
    • CCNL
    • LEGGE 104

TRUFFE ONLINE, IL CONTO È SEMPRE PIÙ SALATO

25/9/2026

 
Foto
Nuovo studio della Fabi sulle frodi digitali: oltre 828 milioni di euro sottratti in quattro anni. Nel 2025 i casi calano dello 0,4%, ma il denaro rubato sale del 17,4% e raggiunge il record di 269 milioni. Sileoni: «La tecnologia offre enormi opportunità, ma può essere utilizzata anche dalla criminalità per rendere i tentativi di frode sempre più sofisticati e credibili. Per questo servono investimenti continui nella sicurezza, nella prevenzione e nell’informazione dei clienti».

Meno casi, ma più soldi rubati. Nel 2025 le somme sottratte attraverso truffe online e frodi informatiche hanno raggiunto 269 milioni di euro, quasi 40 milioni in più rispetto ai 229,1 milioni del 2024, con un incremento del 17,4% in un solo anno. Un aumento che conferma una tendenza particolarmente negativa: dal 2022 al 2025 il valore economico delle frodi digitali è cresciuto di oltre 116 milioni di euro, passando da 152,9 milioni a 269,0 milioni, con un balzo del 75,9% in quattro anni.
La progressione delle somme sottratte è continua: 152,9 milioni nel 2022, 177,354 milioni nel 2023, 229,12 milioni nel 2024 e 269 milioni nel 2025. Complessivamente, nell’arco dei quattro anni, attraverso truffe online e frodi informatiche sono stati rubati oltre 828 milioni di euro. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con l’andamento del numero dei casi. Nel 2025 gli episodi sono stati 27.085, sostanzialmente stabili rispetto ai 27.182 del 2024 segnando anche una lieve diminuzione, pari allo 0,4%. Dal 2022 i casi sono aumentati complessivamente di circa il 10%, mentre nello stesso periodo il denaro rubato è cresciuto del 75,9%.
DAL 2022 SOTTRATTI OLTRE 828 MILIONI DI EURO
La crescita del denaro sottratto attraverso truffe online e frodi informatiche non si arresta mai nell’intero periodo considerato. Dai 152,9 milioni di euro del 2022 si passa ai 177,3 milioni del 2023, per poi salire a 229,1 milioni nel 2024 e raggiungere il picco di 269 milioni nel 2025. Complessivamente, tra il 2022 e il 2025, sono stati sottratti oltre 828 milioni di euro, mentre in appena quattro anni il valore annuale delle somme rubate è aumentato di circa 116 milioni, pari al 75,9%. A rendere ancora più marcata la dimensione economica del fenomeno è il confronto con il numero delle frodi. Gli episodi passano da 24.623 nel 2022 a 26.931 nel 2023, raggiungono 27.182 nel 2024 e scendono leggermente a 27.085 nel 2025. Le somme sottratte, invece, crescono ogni anno senza mai registrare una diminuzione. Il 2025 fotografa con particolare evidenza questa dinamica: 97 casi in meno rispetto al 2024, ma quasi 40 milioni di euro in più rubati. A fronte di un numero di episodi sostanzialmente stabile, aumenta quindi il danno economico: sempre più denaro viene sottratto attraverso le frodi digitali, fino al record di 269 milioni di euro nel solo 2025.
IL CYBERCRIME NON SI MISURA PIÙ SOLTANTO CON IL NUMERO DEI CASI
Il numero dei casi, da solo, non restituisce più la reale dimensione economica delle frodi digitali. Nel 2025 gli episodi diminuiscono dello 0,4%, passando da 27.182 a 27.085, ma nello stesso anno le somme sottratte aumentano del 17,4%, raggiungendo 269 milioni di euro. Una dinamica che evidenzia come, anche in presenza di un numero di frodi sostanzialmente stabile, il danno economico continui ad aumentare sensibilmente.  Il confronto con il 2022 rende ancora più evidente la distanza tra i due andamenti. In quattro anni il numero dei casi è cresciuto del 10%, mentre il denaro sottratto è aumentato del 75,9%, passando da 152,965 milioni a 269 milioni di euro. La crescita delle somme rubate è stata quindi oltre sette volte superiore, in termini percentuali, a quella degli episodi registrati. Il dato conferma che il peso economico delle frodi digitali sta aumentando molto più rapidamente della loro diffusione numerica. Nel valutare il fenomeno, quindi, non conta soltanto quanti casi vengono registrati, ma soprattutto quanto denaro viene sottratto.
INFRASTRUTTURE CRITICHE, ATTACCHI IN CALO MA MINACCIA RESTA ALTA
Sul fronte delle infrastrutture critiche, i dati del 2025 mostrano una riduzione degli attacchi informatici e degli alert diffusi, una dinamica diversa rispetto alla forte crescita del danno economico registrata per truffe online e frodi informatiche. Gli attacchi sono stati 9.250, contro gli 11.887 del 2024: 2.637 episodi in meno in un anno, pari a una diminuzione del 22,2%. Rispetto ai 12.825 attacchi del 2022, la contrazione raggiunge il 27,9%. La flessione riguarda anche gli alert diffusi, scesi da 59.373 nel 2024 a 49.400 nel 2025, con una riduzione del 16,8%. Il confronto con il 2022 è ancora più marcato: allora gli alert erano 112.271, più del doppio rispetto al dato del 2025, con una diminuzione complessiva del 56%. Il calo non cancella però la dimensione del fenomeno: nel solo 2025 sono stati comunque registrati oltre 9.000 attacchi alle infrastrutture critiche e quasi 50.000 alert. Il dato va quindi letto come una riduzione dell’attività rilevata rispetto ai livelli degli anni precedenti, non come un ridimensionamento del rischio cyber, che continua a interessare soggetti e sistemi strategici e richiede un livello elevato e costante di prevenzione, monitoraggio e protezione.
DUE DINAMICHE DIVERSE DEL RISCHIO INFORMATICO
I dati del 2025 delineano quindi due andamenti differenti. Sul fronte degli attacchi alle infrastrutture critiche, tutti gli indicatori considerati sono in diminuzione: calano gli attacchi nell’ultimo anno e rispetto al 2022 e si riduce fortemente anche il numero degli alert. Sul versante delle truffe online e delle frodi informatiche, invece, alla sostanziale stabilità del numero dei casi non corrisponde una riduzione del danno economico. Al contrario, le somme sottratte continuano ad aumentare e raggiungono 269 milioni di euro. Il rischio, dunque, si sposta sempre più dal numero degli episodi alla loro capacità di produrre danni economici.
SILEONI: «SERVIZI DIGITALI, IMPORTANTE TUTELARE IL RAPPORTO TRA BANCA E CLIENTE»
«I dati mostrano un fenomeno che sta cambiando: il numero dei casi non cresce, ma aumenta in maniera significativa il denaro sottratto. Non possiamo quindi misurare il rischio delle truffe online soltanto contando gli episodi. La tecnologia offre enormi opportunità, ma può essere utilizzata anche dalla criminalità per rendere i tentativi di frode sempre più sofisticati e credibili. Per questo servono investimenti continui nella sicurezza, nella prevenzione e nell’informazione dei clienti. C’è però un punto sul quale dobbiamo riflettere: più aumenta la digitalizzazione dei servizi bancari, più diventa importante non lasciare solo il cliente davanti alla tecnologia. Il rapporto diretto con la propria banca può rappresentare un presidio importante di prevenzione e tutela. Davanti a una richiesta anomala, a un investimento sospetto o alla pressione a trasferire rapidamente del denaro, rivolgersi al proprio gestore o alla propria filiale prima di effettuare un’operazione può essere decisivo. La professionalità e l’esperienza delle lavoratrici e dei lavoratori bancari costituiscono un punto di riferimento importante per la clientela, soprattutto di fronte a rischi sempre più sofisticati. La trasformazione digitale delle banche non può essere costruita soltanto sulla tecnologia e sulla riduzione dei costi. Deve tenere insieme innovazione, sicurezza e qualità della relazione con la clientela. La tutela del risparmio passa da sistemi tecnologici sempre più evoluti, ma anche dalla professionalità delle persone che lavorano nelle banche. Per questo il fattore umano non è un elemento del passato da superare: è parte della sicurezza del sistema bancario anche nell’era digitale» commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

Fonte dati e articolo FABI.it


FILIALI DA BPER A ICCREA, ACCORDO CHE TUTELA TUTTI I LAVORATORI COINVOLTI

29/7/2026

 
Foto
Si è conclusa positivamente la trattativa sindacale sulle ricadute per il personale relative al trasferimento di sei filiali Bper a due banche di credito cooperativo del Gruppo Iccrea. L’intesa, che interessa circa 50 lavoratrici e lavoratori e avrà efficacia dal 21 settembre, definisce un articolato sistema di tutele economiche, normative e occupazionali.
L’operazione riguarda le filiali di Cantello, Lavena Ponte Tresa, Luino e Varese Biumo Inferiore, che saranno acquisite da Bcc Busto Garolfo e Buguggiate, e quelle di Cernobbio e Malnate, che passeranno a Bcc Cantù.  L’intesa mette in sicurezza i rapporti di lavoro garantendo la conservazione dell’inquadramento, dell’anzianità, della RAL e degli assegni ad personam.
Tra i punti qualificanti figurano inoltre il mantenimento delle attuali sedi di lavoro per almeno sei mesi, la salvaguardia del credito welfare non utilizzato e delle prestazioni consolidate, oltre alla gestione di Vap e Mbo per la quota parte Bper e alla flessibilità sulla previdenza complementare.
«Un nuovo evento che vede il settore del credito cooperativo acquisire le filiali del settore Abi, una novità che ha saputo trovare tutte le soluzioni adeguate per i colleghi coinvolti e che sarà di aiuto per le evoluzioni che il settore bancario sta vivendo» dichiara Piergiuseppe Mazzoldi, coordinatore Fabi Iccrea.
«Un accordo innovativo – aggiunge Alessandro Frontini della Fabi Bper – che sintetizza in maniera efficace le due realtà bancarie del settore Abi e del Credito cooperativo inserendo elementi di tutela a favore di tutti i lavoratori coinvolti».

da FABI.it

SU MILANO FINANZA L’INTERVENTO DI SILEONI

24/7/2026

 
Foto
Il segretario generale della Fabi: «Una parte degli utili record delle banche va redistribuita a lavoratrici e lavoratori». Al centro del commento il rinnovo del contratto nazionale, il valore delle relazioni industriali e il ruolo del capitale umano nelle trasformazioni del settore.


Foto
Per scaricare l'articolo, vai su FABI.it

NEWSLETTER FABINFORMA VARESE LUGLIO 2026

9/7/2026

 
Foto
La segreteria provinciale FABI Varese ha istituito per tutti gli iscritti una newsletter a cadenza periodica che riassume le notizie più importanti degli ultimi mesi sotto il panorama bancario sia nazionale che locale.

Nel secondo numero del 2026 appena pubblicato sono presenti i seguenti articoli:
​

* la piattaforma per il rinnovo del CCNL
* le assemblee in provincia di Varese
* le banche non possono perdere il loro volto umano
* in 10 anni spariti 178 sportelli bancari in provincia
* educazione finanziaria: FABI Varese nelle scuole
 
E' disponibile l'edizione di LUGLIO 2026 CLICCANDO QUI

LE BANCHE NON POSSONO PERDERE IL LORO VOLTO UMANO

26/6/2026

 
Foto
di seguito 'intervista completa di Varesenews al nostro segretario coordinatore Alessandro Frontini

Frontini (Fabi): «Le banche non possono perdere il loro volto umano»
​Il segretario provinciale della Fabi commenta i dati sulla desertificazione bancaria nel Varesotto: «Dietro la chiusura degli sportelli ci sono scelte industriali che incidono su lavoro, territori e qualità del servizio. Il rinnovo del contratto nazionale punta a rimettere le persone al centro»

I numeri raccontati da VareseNews fotografano con precisione quanto sta accadendo nel Varesotto e, più in generale, nell’intero sistema bancario italiano. Meno sportelli, meno lavoratori e un progressivo arretramento della presenza bancaria nei territori. Una trasformazione che, secondo Alessandro Frontini, segretario provinciale della Fabi, non è casuale ma rappresenta l’effetto delle strategie adottate dai grandi gruppi del credito.
«Questa situazione è il risultato di diversi fattori – spiega Frontini – ma soprattutto delle scelte contenute nei piani industriali dei grandi gruppi, anche quelli nati da fusioni e acquisizioni. Le leve utilizzate sono sempre le stesse. Si va dall’accorpamento degli sportelli ai piani di esodo volontario attraverso il Fondo di solidarietà di settore fino a una crescente introduzione della tecnologia accompagnata da continui cambiamenti organizzativi».
NON È UN DESTINO INEVITABILE
Un percorso che ha contribuito a ridurre occupazione e presenza fisica delle banche, ma che per il sindacato non rappresenta un destino inevitabile. È proprio per invertire questa tendenza che le organizzazioni sindacali hanno presentato la piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale del credito, già illustrata anche nelle assemblee unitarie organizzate in provincia di Varese.
«Quando chiediamo di rafforzare il Fondo per l’occupazione – sottolinea Frontini – lo facciamo per favorire nuove assunzioni e un vero ricambio generazionale. Allo stesso modo, chiediamo una cabina di regia sull’intelligenza artificiale più incisiva e vincolante, affinché le innovazioni vengano governate insieme e non diventino il pretesto per sostenere che un algoritmo possa semplicemente sostituire una lavoratrice o un lavoratore».
METTERE LE PERSONE AL CENTRO
Per la Fabi la trasformazione del settore deve quindi avere un principio guida preciso: mettere le persone al centro. «Un settore del credito che valorizza chi vi lavora – aggiunge Frontini – crea anche condizioni migliori per il cliente, che altrimenti rischia di essere sempre più schiacciato dalla logica del fai-da-te digitale e dalla scomparsa dei punti di riferimento sul territorio».
In questo scenario emerge anche un segnale in controtendenza rappresentato dalle Bcc che, dove possibile, continuano ad aprire nuovi sportelli o a rilevare filiali, come avvenuto nel Varesotto con il gruppo Iccrea dopo le operazioni richieste dall’Antitrust. Per Frontini la posta in gioco va oltre i numeri. «Difendere la presenza bancaria nei territori significa difendere coesione sociale, occupazione di qualità e sviluppo economico. La trasformazione del settore è ancora in corso, ma non può prescindere da un equilibrio tra innovazione tecnologica, lavoro e vicinanza ai cittadini».

​Articolo di Varesenews.it
<<Precedente

    Categorie

    Tutti
    BANCHE
    BCC
    BONUS MAMME
    CCNL
    CONVENZIONI
    COORDINAMENTO
    FABI
    FABI VARESE
    FRINGE BENEFITS
    INDAGINE CLIMA
    NEWSLETTER
    SERVIZI

    Archivi

    Settembre 2026
    Luglio 2026
    Giugno 2026
    Maggio 2026
    Aprile 2026
    Marzo 2026
    Febbraio 2026
    Dicembre 2025
    Novembre 2025
    Ottobre 2025
    Settembre 2025
    Agosto 2025
    Luglio 2025
    Giugno 2025
    Maggio 2025
    Aprile 2025
    Marzo 2025
    Febbraio 2025
    Gennaio 2025
    Dicembre 2024
    Novembre 2024
    Ottobre 2024
    Settembre 2024
    Agosto 2024
    Luglio 2024
    Giugno 2024
    Maggio 2024
    Aprile 2024
    Marzo 2024
    Febbraio 2024
    Dicembre 2023
    Novembre 2023
    Ottobre 2023
    Settembre 2023
    Agosto 2023
    Luglio 2023
    Giugno 2023
    Maggio 2023

    Feed RSS



 F.A.B.I. FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI - SAB di Varese - 0332 802711 - C.F.: 80011320126 © 2025